Qi gong terapeutico

L'ideogramma della parola Qi è formato da due parti, chiamate radicali, che indicano l'origine ed il significato di questa parola.

La parte inferiore indica il riso simbolo della nutrizione, elemento materiale dell'energia vitale che sta quindi a rappresentare la Terra.

La parte superiore sta ad indicare il vapore, simbolo dell'energia essenziale impalpabile, rappresenta quindi il Cielo.

In mezzo un tratto che divide, ma che in realtà unisce, i due radicali.

qi

Possiamo quindi tradurre questo termine con "energia" o "essenza vitale" concetto espresso in oriente anche con il termine prana, e in occidente come pneuma, psyche e spiro, termini, questi, che indicano la stretta relazione fra questa energia e la respirazione.

gongInfatti se è vero che ognuno di noi possiede energia nel proprio corpo, attraverso esercizi particolari, dove la respirazione riveste un ruolo preponderante, si può arrivare a padroneggiare e regolare questa energia. L'abilità acquisita è quello che si indica con Gong.

Nella Cina antica, il qi gong è stato chiamato con diversi nomi (xing qi la marcia del qi, tu na la respirazione, lian qi purificazione del qi, nei gong controllo interno, ecc.) ma qualunque sia il termine utilizzato, si tratta  di questo metodo tipicamente cinese che serve a fortificare il corpo umano.

Nel corso della storia cinese, i metodi di classificazione del qi gong sono variati a seconda degli autori e delle scuole. Il qi gong può essere così classificato:

- per corrente: medico, confuciano, taoista buddista e marziale;
- per sistema: respirazione, trasporto del qi, posizione  statica ;
- per contenuto: controllo fisico, mentale, respiratorio, automassaggio ;
- per forma: statico e dinamico;
- per metodo;
- per tecnica.

Tutte le tecniche possono comunque ricondursi a due tipologie in base all'effetto prodotto:

• tonificazione
• dispersione.

Quale che sia il metodo o la classificazione usata il qi gong si basa sulla teoria dei San Bao, ossia delle Tre Gemme, cioè le tre forze universali operanti nell'uomo: Il jing rappresenta l'essenza più materiale di questa energia, lo shen è l'aspetto più spirituale, il qi è l'elemento mediatore fra questi due aspetti.

Di seguito riportiamo alcuni esercizi di tre metodi di Qi gong.

 

GUOLIN QI GONG

Gli esercizi riportati qui di seguito sono stati presentati dal Prof. Li Xiao Ming durante una lezione tenuta a Genova il 18 aprile 1997 presso l'istituto di biotecnologie avanzate dell'IST.

La Signora Guolin, di professione attrice, realizzò anni orsono una serie di esercizi di Qi gong finalizzati alla prevenzione e cura di malattie mutuandoli dalle tecniche tradizionali della scuola taoista per questo chiamate Xin Qi Gong Liao Fa ovvero "tecniche terapeutiche di qi gong nuove". Le tecniche tradizionali di qi gong antico prevedono respirazioni lente (lunghe, profonde, sottili e piene), invece la respirazione nei primi due esercizi è accelerata di tipo dispersivo (respirazione del vento). Le camminate di tonificazione sono delle "passeggiate" dove sono armonizzati: un tipo di passo, un particolare movimento delle braccia e una precisa respirazione. Lo scopo è quello di aumentare l'ossigenazione del sangue e la condizione energetica degli organi interni che nei pazienti generalmente è bassa. Il programma terapeutico prevede una pratica di circa 300 giorni anche se i primi risultati si possono già apprezzare dopo i primi 15.

taoSecondo il pensiero Taoista, proprio della MTC, la giornata di 24 ore è suddivisa in sei momenti: sei PERIODI YANG e sei PERIODI YIN.

I sei PERIODI YANG (YANG SHI) della giornata iniziano alle 23 e finiscono alle 11 (6 periodi di due ore ciascuno - 12 ore esatte). I sei PERIODI YIN (YIN SHI) vanno dalle 11 alle 23. Le trasformazioni che seguono questi due grandi periodi, si rifanno alle leggi dello yin e dello yang.

I Taoisti chiamavano questi periodi così: il periodo che va dalle 23 alle 01 si chiama ZI e quello che va dalle 11 alle 13 si chiama VU. Quindi la mezzanotte ed il mezzogiorno. Nel periodo Yang il qi del proprio corpo sale e comincia a crescere, quindi l'energia yang, quella che crea il movimento, si attiva.

In questo periodo bisognerebbe praticare gli esercizi più energici per sviluppare questa dinamica già innescata naturalmente; questo per guarire da una malattia o tenersi in forma.
Nel periodo Yin il qi ed il sangue si raccolgono, rientrano all'interno del corpo: in questi 6 periodi è meglio praticare gli esercizi più tranquilli, meno dinamici.

Questo è un fondamento della MTC, bisogna saper scegliere il momento opportuno per praticare gli esercizi: in altre parole capire qual è la relazione esistente tra gli organi di una persona e questi periodi, queste dinamiche energetiche.

Queste divisioni in periodi dell'energia originaria non sono state fatte per comodità, la MTC ha scoperto, nel corso dei millenni, che in questi periodi avvengono determinati fenomeni, si è quindi capito quali sono le regole e le dinamiche che regolano la circolazione energetica e del sangue nel corpo.

Nella cura delle malattie esiste, infatti, una vera e propria specializzazione detta cronometria. Ciò significa che l'organo affetto da un problema andrebbe curato nel proprio periodo, questo è il momento in cui la sua attività energetica è al massimo, quindi può sfruttare al meglio i cambiamenti.

Oltre alla lettura cronometrica della giornata esiste anche la lettura cronometrica del mese lunare ed annuale che va seguendo il ritmo delle stagioni. Ormai anche la medicina occidentale negli ultimi 10 / 15 anni è arrivata a scoprire che ci sono dei momenti in cui la persona ha un esubero d'attività e momenti in cui ha un'attività ridotta.

La MTC era riuscita ha determinare queste regole cronometriche circa 3000 anni fa. Il sistema naturale universale subisce i mutamenti energetici seguendo questa periodicità, il corpo umano, facendo parte della realtà naturale, segue questi cambiamenti allo stesso modo.

Anche gli esercizi di Tiao Xi Bu Qi Gong seguono queste regole. La loro pratica è particolarmente indicata dalle 5 alle 7 del mattino, momento in cui il sole comincia ad innalzarsi e fra yin e yang avvengono determinati cambiamenti, e il qi del corpo incomincia a crescere.
In questo periodo bisogna prendere il massimo del qi dall'aria respirando (polmone), ed eliminando la maggior parte di qi consumato dal proprio corpo. Se il qi del polmone cresce al massimo fa crescere anche il qi degli altri organi.

In MTC, infatti, il polmone governa il qi di tutto il corpo. In questo modo si può arrivare a tonificare il qi originario di ogni persona. Gli esercizi di Tiao Xi Bu Qi Gong, hanno caratteristiche particolari. Attraverso i movimenti praticati, il qi all'interno del corpo inizierà a fluire in maniera corretta e di quest'effetto ne beneficeranno gli organi.

 

XIAO YAN ZHI TONG FA

Efficace come terapia antalgica negli stati infiammatori, dolori costali, lombalgie, ipocondria,
Si comincia poggiando il tallone sinistro al pavimento e la punta in alto, l'avambraccio destro sul ventre all'altezza del diaframma.

La sequenza consiste in due inspirazioni veloci con il primo passo, una inspirazione veloce ed una pausa con il secondo passo, due espirazioni sul terzo passo, una espirazione veloce ed una pausa con il quarto passo e così via.

Bisogna mantenere una frequenza di 60 -70 passi al minuto. La sequenza può essere così riassunta:

inspiro inspiro inspiro pausa
tacco punta tacco punta
       
espiro espiro espiro pausa
tacco punta tacco punta

 

BAO JIAN FANG AI FA

Questa tecnica preserva la salute ed è molto efficace nella cura delle malattie delle vie respiratorie in genere, di stomaco e intestino, vescica, cervello ed ossa. E' inoltre efficace nelle artriti, nel lupus eritematoso e nella leucemia. Ha effetto antipiretico, poiché disperde molto calore, dopo circa 5 minuti di esercizio si ha un forte senso di calore. La frequenza è di 120 - 140 passi/minuto.

Il passo deve essere veloce ma felpato, morbido e leggero, come l'esercizio precedente va eseguito senza rigidità nel corpo, con spontaneità, la testa eretta (non abbassata) ed articolazioni rilassate. La testa deve oscillare spontaneamente da sx a dx, e viceversa, seguendo morbidamente il corpo. La respirazione è veloce ma spontanea.

piede sinistro piede destro piede sinistro piede destro
inspiro inspiro espiro pausa

 

KANG AI JIAN WEI PA

Questo esercizio migliora la funzione gastrointestinale e cura splenomegalia e inappetenza.
E' un esercizio da eseguire molto più lentamente rispetto a quelli visti precedentemente ed è basato su movimenti verso il basso e verso l'alto.

Guidare il pensiero, la respirazione e il movimento sono i tre aspetti fondamentali di questo esercizio.

Si comincia con il tallone del piede sinistro a terra mentre il braccio destro sale verso l'alto, il tutto in inspirazione. Mentre la mano destra sale con le dita ad artiglio, la mano sinistra esegue il movimento verso il basso; tutto l'addome è ritratto verso l'interno; si compiono tre ulteriori ritrazioni con l'addome (inspirando) mentre con le dita delle mani si mima il gesto di cogliere  per tre volte un frutto. Quindi si ruota, il palmo della mano alzata,  verso il capo ed il palmo della mano in basso verso l'alto, a questo punto la posizione delle mani viene invertita mentre il piede sinistro viene portato completamente a terra, in appoggio, e inspirando si inizia un nuovo passo ecc. ecc.

Passo, inspirazione, ed espirazione devono essere eseguite molto lentamente, ad una velocità di 2 - 3 passi al minuto, per circa 20 - 30 minuti.

Infine viene eseguita qualche rotazione delle mani congiunte sul Dan Tien prima in senso orario e poi in senso antiorario: mani congiunte che ruotano sulla pancia. Le mani congiunte staccate dal ventre compiono in senso orario una rotazione che va da piccola a grande ed in senso antiorario da grande a piccola (in genere si compiono 9 rotazioni).

 

Esercizio vocale: suono miya

Il suono emesso è l'associazione di due suoni  consecutivi. Il primo di essi è un MI che agisce sia sul rene che sull'apparato genitale. Se si pronuncia correttamente si sente una ripercussione tra rene ed apparato genitale.

L'esercizio inizia con nove rotazioni delle mani congiunte sul ventre in senso orario (cerchi dal piccolo al grande) seguite da nove rotazioni in senso antiorario (cerchi dal grande al piccolo); quindi con le mani congiunte ferme sul ventre si pronuncia il Mi per sei volte.

Il secondo è un suono associato al Mi, si inspira e si pronuncia con energia Yaaaaaa..., dove la A al termine dell'espiro diventa muta.

All'inizio della pratica il Miyaaaa... va pronunciato ad alta voce per verificare se l'esercizio viene eseguito nel modo corretto: in tal caso si percepisce una pulsazione tra basso ventre e rene. Quando si è imparato correttamente l'esercizio il Miya va pronunciato muto senza cioè emettere il suono. Anche questa  tecnica è una tecnica in dispersione per cui al termine della pratica sarà bene tonificare con le rotazioni al ventre in senso orario e antiorario.

Il suono va ripetuto  sei volte e sincronizzandolo con l'energia da indirizzare sull'organo opportuno.

Quando l'esercizio del Miya ci farà percepire una palla rossa nel Dan tien che aumenta d'intensità col suono vorrà dire che siamo entrati a pieno titolo nelle pratiche taoiste.

 

Yi quan (da cheng quan) 

yiquanL'yi quan è stato fondato in Cina da Wang Xiang zhai (1886 - 1963) ed è il risultato di anni di studio del maestro. Egli da bambino, di salute cagionevole, fu iniziato alle arti marziali sotto la direzione del celebre maestro Guo Yunshan che viveva nel suo villaggio. Guo Yunshan, era uno dei più grandi adpeti di xing yi quan, ed egli preferì formarlo non con delle tecniche diversificate, ma esclusivamente con lo zhan zhuang "posizione in piedi", trasmettendogli direttamente l'essenza della sua arte, ciò di cui non si poteva abitualmente avere conoscenza se non partendo da un elevato livello di pratica. Quindi l'yi quan era già presente nelle arti da combattimento cinesi e veniva trasmesso solo agli adepti che avevano raggiunto un certo livello.

Dopo la morte del maestro Guo Yunshan, Wang Xiang zhai intraprese un viaggio attraverso la Cina, che durò circa 10 anni, durante il quale effettuò più di un migliaio di combattimenti, il più delle volte vittoriosi, grazie alla sua forza esplosiva. Ai suoi allievi insegnò direttamente ciò che era stato  essenziale per lui, evitando ogni altra cosa. Intorno al 1920 chiamò la sua scuola yi quan, ma verso il 1945 i suoi ammiratori la chiamarono da cheng quan (boxe del grande adempimento). Oggi, si utilizzano i due appellativi, e si considera la sua scuola derivata dal xing yi quan, poiché egli è stato formato da Guo Yunshan, celebre maestro di quest'arte.

L'yi quan ci insegna come giungere ad una concentrazione di forza più che ordinaria, cioè straordinaria, che è uno dei punti cardinali di tutte le arti marziali, ma nello stesso tempo queste forme di allenamento in piedi (le principali sono il ti bao ed il cheng bao) hanno un effetto terapeutico notevole e costituiscono un efficace metodo di autotrattamento.

Le posizioni sono molte: in piedi, seduti, sdraiati, ma la più conosciuta ed utilizzata è senza dubbio la cheng bao: dalla posizione eretta, colonna vertebrale allineata, bisogna abbassarsi dolcemente piegando le ginocchia.  Testa, dorso e bacino restano allineati, senza curvarsi in avanti, mantenendo la colonna vertebrale eretta, immaginare di posare i glutei sull'orlo di uno sgabello alto. Il peso distribuito su entrambi i piedi. Lentamente portare entrambe le mani verso l'alto e in avanti, a formare un cerchio aperto davanti al torace e al livello delle spalle. I palmi delle mani sono rivolti verso il proprio torace.  La distanza fra le punte delle dita è circa 10 centimetri. I pollici non sono rivolti verso l'alto, ma in linea con le spalle. Le spalle rilassate, l'angolo fra braccio e avambraccio leggermente superiore ai 90°. Immaginare di tenere un grande pallone fra le mani, avambracci e torace. Si tiene dolcemente senza tensione, come se si riposasse sulla superficie del cerchio formato da dita, braccia e torace. Le ascelle e gli arti superiori poggiano su due piccoli palloni. I gomiti riposano su due palloni più grandi. Le cosce stringono delicatamente un pallone fra loro. Un grosso pallone sostiene il peso che resta distribuito sui due piedi. Le dita delle mani  tengono delle piccole palle fra loro. All'inizio bisogna mantenere la posizione almeno 5 minuti, tutti i giorni per tre settimane, incrementare quindi di altri 5 minuti per tre settimane, e così via fino ad arrivare a 20 minuti al giorno, tutti i giorni.

 

Effetti terapeutici

Circolazione del sangue: nel sostenere le posizioni d'allenamento i muscoli devono conservare un certo grado di contrazione che causa un aumento della frequenza cardiaca fino ad un massimo di 140 pulsazioni al minuto, per poi stabilizzarsi su questi valori ed in alcuni casi decrescere. Le posizioni sono però anche rilassate (non esistono blocchi di tensione e articolari) si creano così le condizioni migliori per una miglior irrorazione sanguigna degli organi interni, con una ottimizzazione dei processi metabolici. Subito dopo la pratica, la frequenza cardiaca non diminuisce immediatamente, verificabile dal fatto che nel primo minuto, dopo la pratica, non c'è variazione rilevante nella frequenza cardiaca fra i primi e gli ultimi 10 secondi. Questo significa che non c'è un'espansione eccessiva dell'orecchietta destra del cuore, come negli sforzi più vigorosi (non si crea quello che viene definito debito d'ossigeno).

Il sistema nervoso centrale trae benefici dal rallentamento dell'attività corticale che lo pone  in uno stato di vigilanza rilassata. Questo stato è caratterizzato dall'aumento dell'intensità delle onde alfa e lo spostamento della frequenza del picco dall'area occipitale a quella frontale. Durante la concentrazione su un punto preciso del corpo fa la comparsa il ritmo teta, fisiologico nell'attività dei bambini e durante il sonno, ma considerato patologico negli adulti in stato di veglia.

La casistica di malattie curabili con questo metodo è ampissima, si va dalle malattie dell'apparato digerente, a quelle del sistema nervoso, atrofia muscolare, vasculite, artrite, ipofunzione sessuale.

 

Kikô del Dr. Toshihiko Yayama

N.B.: La terminologia utilizzata in questa parte è giapponese in considerazione che il codificatore di questo metodo è giapponese.

M° TokitsuIl Maestro Tokitsu, uno dei più grandi esperti e ricercatori al mondo di arti marziali, ha ricercato metodi che gli consentissero di praticare efficacemente il  budo (l'insieme delle arti marziali) anche con l'avanzare degli anni. Ha iniziato a studiare e praticare molti metodi di qi gong con vari maestri, la sua ricerca in questo campo l'ha portato in contatto con il qi gong del dr. Toshihiko Yayama apprezzandone la qualità, la più avanzata fra quelle con cui era venuto a conoscenza. Inizia così una fattiva collaborazione fra i due maestri e l'introduzione di questo metodo in Europa (il Maestro Tokitsu vive a Parigi) attraverso una serie di seminari.

YayamaIl dr. Toshihiko Yayama  laureato in medicina e chirurgia presso l'Università di Kyushu in Giappone, attualmente primario della Divisione di oncologia dell'Ospedale della Prefettura di Saga, cura i malati applicando tanto i metodi della moderna medicina occidentale che il qi gong da lui messo a punto. L'alta percentuale di guarigioni constatate attraverso l'adozione di questa terapia, ha fatto si che l'equivalente locale del servizio sanitario nazionale rimborsasse ai pazienti le spese sostenute per le cure.

Il metodo Yayama è suddiviso in quattro fasi:

- la sensibilizzazione dei meridiani
- lo shoshuten, piccolo circuito
- il daishuten, grande circuito
- il furenshuten, circolazione spontanea permanente.

SHOSHUTEN
Lo shoshuten, in cinese xiao zhou tian, piccolo circuito è uno dei metodi tradizionali del qi gong taoista. Il nome deriva dalla comparazione che i taoisti fecero relativamente alla circolazione del qi nelle persone e il moto dei pianeti nel cosmo. L'esercizio, in sé, quindi è antichissimo, il Dr. Yayama lo ha studiato molto in profondità da un punto di vista terapeutico ed ha scoperto che la circolazione d'energia nel  piccolo circuito dipende dal sesso, le donne lo hanno in un senso e gli uomini nell'altro. Il senso di circolazione è comunque verificabile con un semplice test kinesiologico. Questa scoperta è stata provata e ufficialmente riconosciuta.

Il  metodo, prevede, per arrivare  all'attivazione del piccolo circuito i seguenti kata (in questo caso il termine kata va inteso come movimento singolo e non come concatenazione di movimenti): pendolo, uccello, tartaruga, drago, orso.

Ogni esercizio ha vari livelli di approfondimento, man mano che la persona avanza nella pratica. Dopo le ripetizioni di un esercizio si effettuano delle inspirazione profonde seguite da espirazioni (haaaa, fuuuu, fuuuu, fuuuu), poi alcuni minuti di posizione di ritzu zen (cheng bao). Così per ogni kata. Al termine l'attivazione del piccolo circuito.

A-UN KIKÔ
Le origini curative con suoni e musica si perdono nella notte dei tempi. Ogni civiltà ha sviluppato proprie tecniche sonore in relazione alla religione, un modo per rivolgersi al Divino, ed è in quest'ambito che si sono sviluppate caratteristiche spirituali ed esoteriche legate alla guarigione. Ecco una breve panoramica dei metodi utilizzati nelle varie civiltà.

Si hanno notizie degli antichi medici egizi che, 2600 anni fa, utilizzavano canti magici nel trattamento della sterilità, dei dolori reumatici e delle punture d'insetti.

Nell'antica Grecia suonare il flauto serviva a lenire il dolore di sciatica e gotta, mentre ascoltare il suono dell'acqua che scorre era uno dei metodi di cura basilari. Pitagora, il famoso matematico, filosofo e musicista "pensò" la creazione dell'Universo come un evento sonoro.

Le tradizioni siberiane e mongole sono basate sul canto gutturale bifonico. Una leggenda narra che una cascata, nella Mongolia occidentale, cantasse gli armonici ed è cercando di imitare questi suoni, da parte della popolazione autoctona, che è nato questo canto legato a cerimonie sciamaniche.

Nella "Qabbala" si evocano le energie dei "Sefiroth" tramite vocalizzi ricchi d'armonici.
In occidente i vocalizzi del canto gregoriano hanno accompagnato le liturgie cristiane dal VI al XI secolo.

Gli aborigeni australiani usano uno strumento a fiato, digeredu, ricavato dal tronco di un albero scavato dalle termiti per ottenere dei suoni che vengono letteralmente spalmati sul corpo del paziente.

In Cina il "Liu-Zi-Que" (metodo dei sei toni segreti o i sei suoni terapeutici) è patrimonio della conoscenza taoista, si richiama alle cinque trasformazioni degli elementi ed è collegato a 5 organi del corpo umano più un viscere.

Per ultimi, ma volutamente perché meritano una citazione particolare, i mantra (letteralmente suono) veri fonemi di potenza. La tradizione li vuole particolarmente sviluppati in India e in Tibet.  Sono proprio quelli dei monaci tibetani ad aver attirato l'interesse di molti ricercatori, alcuni dei quali, sulla funzione dell'ascolto, sostengono che la forte pressione nell'orecchio, dovuta all'altitudine, sviluppi una frequenza vocale così grave (intorno ai 60 hertz) che, in pratica, si è in presenza di sub-armonici (armonici che si sviluppano sotto la nota fondamentale). Il mantra è considerato manifestazione della vibrazione originaria; perché,come la parola è un tutt'uno con chi la pronuncia, così il mantra è tutt'uno con la sua origine. Il suono più semplice è quello delle singole vocali, la cui vibrazione entra in risonanza con organi ed apparati del corpo umano attraverso i chakra. Il mantra del suono primordiale della vibrazione originale è Om (aum).

Nel a-un kikô noi miriamo ad attivare il ki grazie ai suoni, soprattutto quelli emessi vocalmente.

Stimolate i chakra con i suoni: a-e-i-o-ou-un.

Ad ogni suono fate corrispondere un chakra e guardatelo con gli occhi interni mentre lo stimolate con la sfera del ki che avete formato nelle mani. Emettendo il suono, immaginate di aspirare nel chakra il ki del cielo e della terra.

Se riuscite a creare una vibrazione dentro la testa grazie al suono, ottenete una sensazione gradevole – come se faceste una doccia fresca direttamente dentro di lei. In questa situazione potete eventualmente percepire, ad occhi chiusi, dei colori; il colore cambia a seconda del chakra dove avete posto l'attenzione. Non dategli troppa importanza, limitatevi a gustare la sensazione gradevole d'essere immersi dentro la bellezza dei colori.

  1. Formate una sfera di ki nelle mani
  2. Posizionate la sfera di ki sulla sommità della testa: hyakue.  Emettete il suono A
  3. Posizionate la sfera di ki sul katanden: kikai. Emettete il suono E
  4. Posizionate la sfera di ki sul coccige: senkotsu. Emettete il suono I
  5. Posizionate la sfera di ki sullo sterno: danchû. Emettete il suono O
  6. Posizionate la sfera di ki fra le scapole: reïdai. Emettete il suono O
  7. Posizionate la sfera di ki nella fossetta clavicolare: tentotsu. Emettete il suono U
  8. Posizionate la sfera di ki al plesso solare: chûin. Emettete il suono U
  9. Posizionate la sfera di ki all'altezza dei reni: meïmon. Emettete il suono Un
  10. Posizionate la sfera di ki al centro della fronte: indô. Emettete il suono Un
  11. Posizionate la sfera di ki dietro la fronte: nôdo. Emettete il suono Un
  12. Posizionate la sfera di ki al centro dei palmi delle mani: rôkyû. Emettete il suono Un
  13. Posizionate la sfera di ki sotto i piedi: yûsen. Emettete il suono Un.

Suono - Chakra da  stimolare
A - Hyakué
E - Kikai
I - Senkotsu
O - Danchû, Reidai
U - Tentotsu, Chûin
Un - Meïmon, Indô, Nôdo, Rôkyû, Yûsen 
 
Poi tutti i suoni in sequenza in risonanza con tutti i chakra.

 

 

 

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