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Taiji quan di sintesi - M° Kenji Tokitsu

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Shaolin mon - Tokitsuryu (Lissone)

collegamento au un video di youtube Seminario a Barcellona con il M° Tokitsu e il dott. Yayama

Seminario a Barcellona con il M° Tokitsu e il dott. Yayama

La ricerca dell'arte marziale fra tradizione e innovazione

Nel 1983 il Maestro Kenji Tokitsu codificò lo Shaolin mon. Il nome scelto emblematico del percorso: Shaolin fa riferimento allo shaolinquan, l'arte del combattimento cinese della scuola Shaolin, mentre mon indica la porta che si trova tra l'arte del combattimento cinese e il karate. Un metodo che una sintesi originale delle arti di combattimento giapponesi e cinesi mentre riprende, con un nuovo spirito, il tradizionale obiettivo delle arti marziali: la ricerca di un efficacia che può durare per tutta la vita, perché crea salute e benessere. (Tratto da "Vibrazioni nella forza" di Francesco Rossena e Marcello Vernengo)

foto del M° TokitsuKenji Tokitsu nasce nel 1947 in Giappone, a Yamaguchi. Come tutti i bambini giapponesi, apprende i rudimenti del sumo praticato come forma di gioco all'asilo per poi avvicinarsi alle arti marziali a dieci anni, praticando kendo e karate. A dodici anni interrompe tutte le attività marziali per dedicarsi a baseball e atletica.
A quindici anni - racconta - in piena crisi adolescenziale rifletteva così sul proprio malessere: "Un giorno, mentre camminavo alla volta del liceo in un chiaro mattino di primavera, mentre la macchia scura della mia ombra si proiettava sul sentiero sterrato sovrastante i campi di riso, volli sforzarmi di camminare per davvero, d'essere presente ad ogni passo; ma invano".

foto del M° FunakoshiQuest'esperienza diventa una questione essenziale per Tokitsu e determina il suo impegno per le arti marziali. Interrogandosi sulla futilità del gioco e sulla liceità di impiegare il proprio tempo, risolve quest'ansia di essere tornando a praticare le arti marziali in un dojo del karate Shito Ryu. Quattro anni dopo in concomitanza con il suo ingresso all'università di Hitotsubashi di Tokio passa alla scuola shotokan. Affiliato alla Japan Karate association (Jka), quello di Hitotsubashi è un dojo storicamente importante per l'evoluzione del karate, dove all'epoca il maestro più anziano è Gima Shinkin (1896-1989), allievo prediletto di Gichin Funakoshi e suo partner durante una celeberrima dimostrazione tenuta in Giappone nel 1922. CONTINUA A LEGGERE...

L'incontro fra il M° Tokitsu e il Dott. Yayama

(Prefazione a "Guarire se stessi" di Kenji Tokitsu)

Verso la fine degli anni 70, ho cominciato a studiare i metodi di rafforzamento del ki dopo aver passato alcuni differenti periodi difficili nella mia pratica del karatè: traumi articolari, dolori dorsali ……. Mi dicevo: ”Come sarò a 50 anni se ho già così tanti problemi?”. Non avevo che una trentina d’anni.

Per percorrere il lungo cammino dell’arte marziale elevando il mio livello, occorreva a tutti i costi superare questi problemi. Inizialmente ho praticato un metodo di qi gong sviluppato in Giappone che si basa sulla respirazione e perciò ho effettuato con regolarità dei soggiorni in Giappone studiando contemporaneamente altri metodi tradizionali di rafforzamento corporale. In seguito ho studiato differenti metodi di qi gong con vari maestri cinesi a Parigi, in Cina e a Taiwan. Partendo da queste esperienze ho stabilito una sintesi e determinato dei miei esercizi personali. Grazie a queste pratiche, i dolori dorsali di cui soffrivo sono scomparsi attorno ai 45 anni, età nella quale abitualmente questo tipo di dolore si accentua.
Nonostante le spiegazioni proposte per comprendere i fenomeni del ki e le loro possibilità restavo insoddisfatto perché mi rimandavano principalmente a delle credenze mistiche. Ho continuato a seguire le pubblicazioni relative a questo campo perseguendo la mia pratica personale. Nel 1995, sono stato molto piacevolmente sorpreso nel leggere un libro intitolato: “Ki no ningengaku” (Lo studio dell’uomo attraverso il ki). Questo libro era stato scritto da Toshihiko Yayama, chirurgo oncologo all’Ospedale Principale della Prefettura di Saga in Giappone. Sono rimasto impressionato da due elementi: la chiarezza dell’esposizione del suo metodo e l’efficacia attestata dal numero di guarigioni dei suoi pazienti.
Gli ho scritto immediatamente per domandargli un appuntamento. Fu così che all’inizio dell’anno 1996 mi sono recato all’Ospedale di Saga in Giappone con mia moglie e uno dei miei amici giapponesi.

Il dottor Yayama dirigeva un reparto specializzato d’oncologia all’Ospedale e curava le diverse malattie in funzione della diagnosi, sia attraverso i moderni metodi della medicina occidentale, sia con il metodo di qi gong da lui messo a punto, sia con una combinazione dei due metodi. La guarigione di numerosi malati attraverso quest’ultimo metodo è attestato dal fatto che le cure sono rimborsate dall’equivalente Servizio Sanitario Nazionale giapponese.

Il dottor Yayama ci ha ricevuto inizialmente nel suo ambulatorio di quest’Ospedale. Prima di discutere di qi gong, ci ha osservati per un breve momento uno dopo l’altro ed ha scritto qualcosa su un foglio di carta. In seguito ci ha sentito il polso e ha aggiunto qualcosa su quel foglio. Ha disegnato la forma dell’aura che contorna il nostro corpo. Comprendeva tre strati. Dalla forma dell’aura e dalle caratteristiche dei polsi ci ha dato lo stato della nostra salute. Per i miei due compagni, la maggior parte dei punti che gli ha indicato confermava i problemi che già conoscevano. Gli spiegò la causa e la correlazione dei problemi.
Mostrando il foglio mi disse: “Quanto a voi, la vostra salute è eccellente. Avete l’energia molto sviluppata soprattutto nella parte inferiore del corpo”. In seguito mi ha esaminato e mi ha spiegato mostrandomi un altro schema:
“Ecco il percorso della vostra vita sino ad oggi. La vostra vita ha avuto un radicale cambiamento all’età di 23 anni.” Era l’anno in cui io lasciai il Giappone, cosa che fu il cambiamento più importante della mia vita. Il dottor Yayama non poteva saperlo. Mi ha spiegato in seguito diverse cose mostrandomi il suo schema. Tutto quello che diceva corrispondeva a quello che avevo vissuto. CONTINUA A LEGGERE...

 

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